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Lupi e Galletti: «No alle navi in Bacino»

La Nuova di Venezia

I ministri: la sospensiva non cambia la scelta del governo, si acceleri soluzione definitiva. Realacci: Parlamento pronto


di Enrico Tantucci

Grandi navi, il governo, chiamato in causa, risponde. «Le grandi navi non devono passare per il canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco». A dirlo, con una nota congiunta, ieri sera sono stati i ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Maurizio Lupi e Gian Luca Galletti. «Il governo conferma la sua determinazione nell’applicazione del decreto che vieta il passaggio delle navi con stazza superiore alle 40mila tonnellate nei canali di Venezia. La sospensiva cautelare del Tar dell’ordinanza della Capitaneria di porto che limitava già per il 2014 il numero dei transiti delle grandi navi, in attesa del pronunciamento di merito di giugno, non cambia la decisione», dicono i due ministri, «semmai costringe tutti gli enti coinvolti (governo, regione, comune, autorità portuale) ad accelerare nella definizione della soluzione definitiva del problema, indicando il percorso alternativo, nel rispetto della tutela ambientale della laguna e del contributo all’economia di Venezia e del Veneto costituito dal turismo crocieristico».
Il giorno dopo il clamoroso stop del Tar - con l’accoglimento della sospensiva del ricorso contro i limiti di tonnellaggio delle navi da crociera in Bacino di San Marco, presentato da Venezia Terminal Passeggeri e che riporta la situazione esattamente al punto di partenza - tutta la pressione ieri si era spostata su Palazzo Chigi e sul Parlamento, con la richiesta di azioni urgenti.
La decisione del Tar Veneto sospende fino all’udienza di merito prevista per il 12 giugno 2014 la riduzione del 12 per cento del traffico delle navi da crociera a Venezia e mette in mora anche i limiti di tonnellaggio stabiliti per il 2015 dalla stessa Autorità portuale di Venezia, che vietavano l’ingresso dalla bocca di porto del Lido alle navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate. Salve però le misure compensative già in vigore come il passaggio delle grandi navi in bacino solo all’alba o al tramonto e la riduzione dei limiti di velocità.
«Non avevamo impugnato questa parte dell’ordinanza - spiega il presidente della Vtp Sandro Trevisanato - che sostanzialmente condividiamo e anche la riduzione dei passaggi delle navi da crociera del 12,5 per cento per l’anno in corso prevista dall’ordinanza, di fatto, rimarrà, perché ormai le compagnie di crociera si sono già organizzate diversamente. Speriamo ora nella rapida apertura di un tavolo di confronto con il governo e i soggetti interessati per trovare, rapidamente, una soluzione tranquillizzante anche per i prossimi anni». Dal 4 aprile - conclusi i lavori del Mose alla bocca di porto di Lido - riprenderanno i passaggi in laguna delle grandi navi da crociera. «C’è la disponibilità del Parlamento a sostenere eventuali iniziative del governo per mettere al riparo un patrimonio come il bacino di San Marco e il canale della Giudecca dai pericoli derivanti dal passaggio delle grandi navi», ha detto il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci. E il sindaco Giorgio Orsoni: «Il governo e l’Autorità portuale», dichiara, «devono pensare agli interessi della città, non a una minoranza dell’azionariato che gestisce il porto. Non credo che la soluzione si possa trovare per via giudiziaria, è solo una questione di intelligenza da una parte e buon senso dall’altra. Il provvedimento della Capitaneria era fragile e non mi stupisce la decisione del Tar di Venezia. Il problema va gestito sul fronte politico da una parte e amministrativo dall’altra, con l’amministrazione di Venezia che si opporrà sempre al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA - 19 marzo 2014

L'articolo in originale sul sito de La Nuova Venezia è disponibile a questo link


Pubblicato il 19/3/2014 alle 9.8 nella rubrica Rassegna Stampa.

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