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Contro ecomafie e illegalità introdurre reati ambientali in codice penale

Napoli 7 novembre 2013

“Per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini non bisogna abbassare la guardia, ma combattere le illegalità, le ecomafie e i clan che avvelenano il Paese con rigore e determinazione. In Campania sono almeno dieci i clan che hanno tratto profitto  dallo smaltimento illegale dei rifiuti” così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera intervenendo al X Forum Internazionale dell'Informazione per la salvaguardia della Natura in corso  Napoli.  
“L’azione di contrasto alle ecomafie e all’illegalità da parte delle istituzioni  - prosegue Realacci - va rafforzata sia ricostituendo  quanto prima  la Commissione Bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, come da me chiesto con una proposta di legge a inizio Legislatura,  sia introducendo i reati ambientali nel nostro codice penale, altra iniziativa sulla quale mi sono attivato sin da marzo insieme ad altri colleghi con una proposta di legge che ora è  in Commissione Giustizia. La Commissione Ambiente continuerà a  occuparsi della questione delle bonifiche, soprattutto cercando di dare concretezza alla possibilità di usare i proventi derivanti dai beni sequestrati ai clan  per bonificare e ridare vita ai territori avvelenati dalle ecomafie.”
“Per contrastare l’illegalità – conclude Realacci – è inoltre necessario imboccare con decisione  la strada della corretta gestione dei rifiuti, come fanno i 67 comuni campani menzionati dal dossier Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente che hanno raggiunto o superato la soglia di differenziata del 65%. E’ questa la Campania da cui ripartire”.


Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 7/11/2013 alle 14.46 nella rubrica Comunicati Stampa.

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