Roma, 19 novembre 2009 “Ronchi e Fitto peggio di Domenech, vincono con l’inganno e non lo ammettono neanche. E imbrogliano gli italiani. Ci mancherebbe solo che la proprietà della risorsa acqua passasse in mano ai privati. Ma qui non si deve giocare con le parole. I Ministri spieghino chiaramente ai cittadini che quando viene imposta la gestione privata, come prevede questa legge-trappola, vuol dire che una risorsa fondamentale e preziosa come l’acqua entra obbligatoriamente nelle logiche del mercato e del profitto e non più nell’interesse della collettività. Un obbligo di privatizzazione con queste modalità, infatti, non tiene conto nè di dove il pubblico funziona bene, nè dell’interesse dei cittadini, nè di migliorare un servizio, nè tantomeno della tutela della risorsa idrica. E per di più, a differenza di quanto accade per elettricità, gas o telecomunicazioni, nessuna autorità pubblica ha strumenti o poteri per monitorare quanto accadrà e impedire abusi. Lo ribadiamo qui si favoriscono solo interessi privati limiti e ben identificati”, così Ermete Realacci, (PD) commentando l’approvazione del Decreto Ronchi da parte della Camera e le affermazioni rilasciate dai Ministri Fitto e Ronchi nel corso della conferenza stampa. Ufficio stampa On. Realacci