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Beni culturali, restauratori a rischio: nuove normative paralizzano il settore

Roma, 10 settembre 2009  
 
“Restauratori questi sconosciuti. E’ questo il rischio che corrono migliaia di professionisti in Italia nonostante il nostro paese possa vantare una storia e una cultura del restauro di altissimo livello e di figure di straordinaria qualità ed esperienza. Questo accade a causa di  una situazione legislativa caotica e farraginosa che non solo rende praticamente impossibile valutare l’idoneità alla professione e le reali capacità dei restauratori ma anche assicurare la qualità degli interventi conservativi in una professione strategica per la tutela del nostro patrimonio artistico e archeologico”, lo afferma Ermete Realacci (PD) annunciando un’interrogazione parlamentare ai Ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture e Trasporti.

L’interrogazione presentata da Realacci evidenzia, su segnalazione dalle associazioni di categoria, come la CNA e delle organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, l’incongruità e l’incoerenza delle prescrizioni relative alla qualifica di restauratore da cui sarebbero escluse molte società e molti lavoratori che, pur avendo nel concreto operato nel campo del restauro, non potrebbero più accedere nemmeno alle prove di idoneità. Questo perché la mole di documentazione e le nuove prove richieste dal Ministero per i beni e le attività culturali, riferendosi ad un periodo temporale anteriore all’anno 2000, sono per la maggior parte degli operatori del settore impossibile da recuperare.

“Una cosa è poter certificare la qualità di chi opera in un settore tanto importante”, spiega Realacci, “un’altra paralizzare un intero comparto con valanghe di richieste burocratiche di dubbia utilità. Da un’indagine condotta dalle organizzazioni sindacali, in tutto il territorio nazionale, alcune migliaia di lavoratori e centinaia di imprese verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso alla qualifica, depauperando il settore della forza lavoro oggi attiva e cancellando in un colpo solo un’intera generazione restauratori, con l'ulteriore aggravio di non permettere più l’indispensabile trasmissione del saper fare, fondamentale nel mestiere del restauratore.”
 
Ufficio stampa On. Realacci

Pubblicato il 10/9/2009 alle 14.47 nella rubrica Comunicati Stampa.

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