Bruxelles, 30 marzo 2009. Dall'efficienza energetica degli edifici all'incentivazione di fonti verdi come sole, vento e biomasse, passando per la gestione di acqua dolce, foreste e coralli, fino ad agricoltura e trasporti sostenibili. Sono questi i cinque settori chiave dove puntare robusti investimenti secondo un vademecum anti-crisi e per il lancio di un New Deal verde a livello globale, redatto da economisti e Nazioni Unite in vista del vertice dei leader mondiali a Londra il primo aprile, in occasione del G20, ma anche del G8 italiano di luglio. Il rapporto mette in luce i benefici economici, ambientali e sociali da raggiungere, spendendo una cifra sostanziosa come 3 migliaia di miliardi di dollari per un pacchetto di misure a livello globale.Nella lista della spesa che gli esperti Onu hanno messo a punto in un pacchetto anti-crisi per una rivoluzione verde dell'economia, compaiono anche interventi per un'agricoltura sostenibile e investimenti nelle infrastrutture del Pianeta, inclusa l'acqua dolce, le foreste, il suolo e le barriere coralline. Ecco i dati del rapporto del programma Onu per l'Ambiente (Unep): AGRICOLTURA: Puntare sul biologico, che negli ultimi anni ha aumentato di oltre 5 miliardi l'anno le vendite dei suoi prodotti, raggiungendo la quota di oltre 46 miliardi di dollari nel 2007. Secondo gli espertoi Onu, l'agricoltura bio offre un'opportunita' di commercio reale e un'opportunità altrettanto reale di riduzione della poverta' ai Paesi in via di sviluppo, visto che piu' del 97% degli introiti sono prodotti in Europa e Nord America, mentre oltre l'80% dei produttori sono in Africa, Asia e America Latina. I Paesi con i maggiori produttori sono Uganda, India, Etiopia e Messico. Da dati Fao, risulta che le emissioni di CO2 di un ettaro coltivato in maniera bio sono dal 48% al 68% piu' basse di quelle di un ettaro coltivato in maniera convenzionale. E studi Onu su 114 casi di conversione di agricoltura da convenzionale a bio, ha riscontrato un raddoppio del raccolto. Di qui la raccomandazione ai leader mondiali di investire nel settore, a casa propria come nei Paesi in via di sviluppo, producendo anche posti di lavoro. In Messico, riferisce il rapporto Onu, nel 2007 l'agricoltura bio ha creato 170mila occupati e in generale questo tipo di produzioni utilizza il 30% in piu' di forza lavoro rispetto al sistema tradizionaleACQUA E INFRASTRUTTURE PIANETA: Il mercato globale per fornitura di acqua, fognature e servizi igienici ed efficienza della rete idrica, si stima valga qualcosa come oltre 250 miliardi di dollari e si prevede una crescita a quasi 660 miliardi di dollari entro il 2020. Un investimento di 15 miliardi l'anno per raggiungere gli obiettivi del Millenium Development Goals entro il 2015, che prevede di dimezzare il numero di persone senza un accesso sostenibile ad acqua sicura e servizi igienici essenziali, potrebbe generare benefici a livello economico globale di 38 miliardi di dollari l'anno, di cui 15 miliardi di dollari solo nell'area dell'Africa sub-sahariana. Il documento Onu solleva l'attenzione di Paesi in vai di sviluppo e organizzazioni internazionali di sviluppo sulla questione di investire nelle infrastrutture del Pianeta, come suoli, foreste, oceani, barriere coralline e zone umide, il cui contributo all'economia viene sottovalutata. Secondo una stima, i servizi 'ecologic' forniti dalle foreste indiane valgono oltre il 7% del Pil nazionale e circa la meta' di quello del cosiddetto 'Pil dei poveri'. Sul fronte della protezione del mare, una rete di riserve marine globale, con la chiusura del 20% delle aree di pesca, potrebbe dare sostegno alla pesca per un valore tra gli 80 e i 110 miliardi di dollari l'anno, assicurando cosi' il futuro a 27 milioni di posti di lavoro e creando un altro milione per la conservazione delle aree. Le aree umide invece, si valuta producano il 25% del cibo a livello mondiale, con attivita' che vanno dalla pesca, agli allevamenti, alla caccia. Fonte: Ansa30 marzo 2009