“Una moratoria alle nuove trivellazioni petrolifere in Mediterraneo è una richiesta che avanziamo da tempo. Siamo lieti che anche il Ministro Prestigiacomo, alla quale da tempo ho presentato varie interrogazioni parlamentari in materia, la pensi allo stesso modo e ritenga opportuno fermare il nuovo pozzo della BP al largo delle coste della Libia. Ora ci auguriamo che porti la questione sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri. Il nostro paese, per la posizione geografica e politica che ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in un’azione internazionale di tutela dei nostri mari e usare tutti gli strumenti diplomatici per fare pressione presso il Governo libico per fermare questa nuova trivellazione”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando le dichiarazione rilasciate da Ministro dell’Ambiente al quotidiano britannico Financial Times.
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PRESENTATA UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DELL'AMBIENTE
“Lo smog non si combatte con blandi palliativi o stratagemmi legislativi, ma con un serio piano di interventi strutturali. Cosa ha fatto finora il Ministro Prestigiacomo per evitare che l’Italia paghi le pesanti sanzioni europee e perché nessuna delle azioni per contrastare l’inquinamento atmosferico previste nella mozione approvata dalla Camera dei Deputati è stata messa in campo dal Ministro dell’Ambiente?”. Lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, in un’interrogazione parlamentare presentata al Ministro dell’Ambiente alla luce del decreto presentato in consiglio dei ministri venerdì scorso.
“Per abbattere le concentrazioni in atmosfera dei pericolosi inquinanti, a partire dalle polveri sottili, “continua Realacci”, “serve un programma di interventi strutturali su vasta area, coerenti ed integrati. Dall’edilizia ai trasporti, dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, sono tutti campi su cui è possibile intervenire per creare le condizioni per la risoluzione del problema. Nel Governo Berlusconi, fino ad oggi, è mancata qualunque idea di politica ambientale avanzata e anche nell’ultima manovra sono state pesantemente penalizzate tutte le misure che potevano concorrere a ridurre l’inquinamento nelle città e a combattere i mutamenti climatici. Per esempio sarà difficile spiegare all’Unione Europea come è possibile ridurre l’inquinamento da traffico tagliando tutti le risorse per incentivare il trasporto pubblico.”
“L’annuncio da parte della BP di aprire una esplorazione petrolifera al largo del Golfo della Sirte in Libia è una notizia che desta grande preoccupazione. Il Governo italiano deve intervenire con urgenza e promuovere, a livello internazionale, la richiesta di una moratoria per lo stop a nuove trivellazioni nel Mediterraneo”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD annunciando un’interrogazione parlamentare ai Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.
“La nuova trivellazione prevista dalla British Petroleum”, aggiunge Realacci ribadendo quanto affermato sul Financial Times, “è particolarmente critica perché si dovrebbe effettuare a grandi profondità e questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente. Se quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo, un mare chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura senza eguali. Il nostro paese, per la posizione geografica e politica che ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in un’azione internazionale di tutela dei nostri mari e fare pressione presso il Governo libico per fermare questa nuova trivellazione”.
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Legambiente presenta il dossier "Texas-Italia".
Dal presidente Napolitano arriva un importante richiamo sulla necessità di inasprimento delle pene nei confronti dei reati ambientali. E’ un fronte su cui il nostro paese ancora sconta un’inaccettabile ritardo, nonostante abbia pagato in molte occasione un tributo troppo alto in termini di vite umane, salute dei cittadini, danni all’ambiente e al territorio...
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permalink | creato da team_realacci il 22/3/2010 alle 15:32
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Nel lanciare l’allarme sulla fuoriuscita di idrocarburi dalla ex raffineria della Lombarda petroli c’è stato un grave e ingiustificabile ritardo. Una mancanza di tempestività che si è rivelata fatale per far partire la macchina degli interventi in tempo utile per scongiurare il disastro ambientale...