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Glifosato, introdurre controlli sull'acqua potabile e ad uso agricolo

Roma, 4 maggio 2016


“È il pesticida più diffuso al mondo ed è classificato come probabile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tracce del suo principio attivo sono inoltre state trovate in diverse marche di birra in Germania e anche nella popolazione, eppure in Italia nessuno controlla, né è tenuto a farlo, l’eventuale presenza del Glifosato o del suo derivato Ampa nell’acqua potabile. Alcuni esami effettuati dal magazine il Test-Salvagente hanno riscontrato tracce di Ampa nelle acque dei comuni di Brusnengo e Campogalliano.  In due casi l’acqua del rubinetto è risultata positiva per valori superiori ai limiti di legge. E la situazione non migliora certo sul fronte delle acque di superficie visto che l'unica regione che si preoccupa di monitorare le proprie acque interne è la Lombardia. Per superare questa pericolosa 'vacatio legis' e sollecitare il monitoraggio obbligatorio dell’acqua potabile e ad uso agricolo per rilevare l’eventuale presenza di glifosato o sostanze chimiche ad esso correlate, ho depositato una interrogazione ai ministri dell’Ambiente, della Salute e delle politiche Agricole.

Mi auguro che a livello europeo prevalga la posizione espressa dall’Italia e, in questi giorni,  anche dalla Francia, che si decida di non rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato. O che almeno ci si orienti verso una autorizzazione molto più limitata rispetto ai 15 anni inizialmente proposti, concordando con le organizzazioni agricole i passi per la sostituzione totale di questo prodotto  e aumentando i controlli sulle merci di provenienza estera.

Anche per questo  è importante tenere alta l’attenzione sul ‘dossier glifosato’. Positivo, infine, che a prescindere da quale sarà la decisione dell’Europa, in Italia il ministro Martina lavori per un Piano nazionale glifosato zero”.

Lo afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, depositando una interrogazione sul glifosato.

 
Ufficio stampa On. Realacci
 
 

Interrogazione scritta
Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Al Ministro della Salute
Al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Per sapere premesso che

come si evince da  alcuni test effettuati dal magazine il “Salvagente per il dossier “Glifosato – il veleno nascosto” nelle acque di alcune località del biellese e del modenese, precisamente nei comuni di Brusnengo e Campogalliano, sono state riscontrate tracce della sostanza “Ampa”, un metabolita del glifosato. Ciò significa che l’acqua è entrata in contatto col glifosato e che la sostanza si è accumulata e poi trasformata ovvero metabolizzata;

oltretutto, come sottolinea, Giovanni Dinelli, professore di Agronomia e culture erbacee all’Università di Bologna, “i campioni sono stati raccolti all’inizio di marzo, momento dell’anno in cui è più difficile riscontrare tracce di questa molecola che, tuttavia, è sempre di difficile ricognizione e non tutti i laboratori sono in grado di riuscirci”;

il glifosato è un principio attivo più usato al mondo negli erbicidi diserbanti. Fa parte dei cosiddetti erbicidi totali — quelli che agiscono su tutte le specie vegetali, e pertanto sugli infestanti sia mono sia dicotiledoni. Il glifosato è un prodotto del gruppo americano Monsanto, che finora vende erbicidi con glifosato sotto il nome di “Roundup”. Nella prassi il glifosato non è usato come principio attivo unico, ma in combinazione con agenti bagnanti (tensioattivi), che aumentano in modo mirato la velenosità dell'erbicida;

la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) il marzo 2015 ha classificato il glifosato come «probabilmente cancerogeno per l'essere umano». Per questo la ISDE (International society of doctors for environment) ha chiesto al Parlamento europeo e alla Commissione europea di bandire la produzione, il commercio e l'utilizzo di queste sostanze su tutto il territorio europeo;

i rischi causati da questo principio attivo sono ormai noti. Al riguardo bisogna ricordare che recentemente, in Germania, si è riusciti a rilevare la presenza di glifosato e dei suoi metaboliti nella popolazione in generale — non solo nell'urina ma anche nel latte materno;

In Italia ad oggi nessuno monitora la presenza di glifosato o del suo metabolita “Ampa” nell'acqua potabile. E la situazione non migliora sul fronte delle acque di superficie visto che l'unica regione che cerca l'erbicida della discordia è la Lombardia. Quello che più preoccupa è la sicurezza dell'acqua che sgorga nei nostri rubinetti visto che le analisi del “Test-Salvagente” in due case hanno trovato positività superiori ai limiti. Ma né le Arpa regionali né le aziende che forniscono l’acqua ai cittadini controllano non essendo obbligate a farlo;

se i Ministri interrogati siano a conoscenza della questione. Se non ritengano opportuno,  anche per tramite delle agenzie specializzate dei rispettivi dicasteri e per quanto di competenza, mettere in campo iniziative volte a rendere obbligatorio il monitoraggio da parte degli enti preposti su tutto il territorio nazionale della presenza del glifosato e di sostanze chimiche ad esso correlate nell’ acqua potabile e ad uso agricolo.

Roma, 2 maggio 2016
Ermete Realacci



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permalink | creato da team_realacci il 4/5/2016 alle 11:8 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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