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Superare emergenza ambientale nella Valle del Sacco, tutelare salute e valorizzare vocazione agricola territorio

Roma, 22 maggio 2014

 

“E’ di nuovo allarme per la Valle del Sacco: da marzo di quest’anno si sono susseguite numerose segnalazioni di presenza di un esteso strato di schiuma bianca sul fiume Sacco, in particolare nella zona di Ceccano. Episodi che si sono ripetuti soprattutto nei fine settimana, accompagnati da uno strato oleoso e odori nauseabondi. Il fenomeno, che secondo quanto accertato dalla Polizia Municipale sarebbe direttamente connesso a sversamenti industriali di natura dolosa, riporta alla mente il gravissimo inquinamento che già in passato ha colpito la Valle del Sacco, i suoi cittadini, agricoltori e allevatori. L’inquinamento di questo territorio a cavallo tra le province di Roma e Frosinone viene da lontano, per sapere se sia a conoscenza dei fatti,aggiornare lo stato delle bonifiche e fare luce su questi gravi episodi ho presentato una interrogazione al ministro dell’Ambiente”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando una interrogazione sulla Valle del Sacco.

“Già nei primi anni Duemila  - prosegue Realacci - l'Asl RM/E, per verificare lo stato di contaminazione causato dai rifiuti tossici degli insediamenti industriali presenti nella Valle del Sacco, accertò che almeno cinquecento cittadini residenti a ridosso del fiume avevano nel sangue livelli di beta esaclorocicloesano di molto superiori alla media e rilevò un aumento del tasso di tumori nei lavoratori dell'area industriale di Colleferro, esposti a sostanze tossiche, prodotti chimici e amianto. Nel 2006 fu quindi dichiarato lo ‘stato di emergenza socio-economico-ambientale’ per la Valle del Sacco, che ad oggi è classificata sito di interesse regionale”.                    

“Verificare l’attuale livello di inquinamento della Valle del Sacco, i responsabili degli sversamenti illegali di inquinanti,  i risultati ottenuti dalle bonifiche realizzate fino ad oggi e valutare l’opportunità di reinserire la Valle del Sacco nei siti inquinati di interesse nazionale – conclude Realacci - sono alcune delle richieste fatte nell'interrogazione. Sarebbe opportuno anche ampliare lo screening sanitario nella Valle del Sacco e avviare un capillare monitoraggio dell'impatto dei fattori antropici sul territorio, operando controlli soprattutto sugli scarichi industriali esistenti nell’area, reprimendo gli abusi e verificando il funzionamento della locale rete di depurazione. Auspicabile, infine, un intervenendo deciso per valorizzare la vocazione agricola di  questo territorio, così da assicurare alla popolazione di questa valle un futuro diverso e migliore”.



Ufficio stampa On. Realacci



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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