“E’ positivo che la Camera abbia approvato l’ordine del giorno che impegna il Governo a ricostituire un flusso di finanziamenti adeguato agli Enti Parco nazionali. Ma è solo un piccolo segno rispetto ad situazione che resta preoccupante”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd commentando l’approvazione dell’ordine del giorno da parte dell’aula di Montecitorio dell’odg sui parchi che lo vede come primo firmatario.
“I continui tagli economici che i parchi hanno subito negli ultimi anni sono uno dei tanti segnali della mancata attenzione di questo Governo alle politiche ambientali. Ci auguriamo che quest’ordine del giorno non rimanga lettera morta e a partire dalla prossima finanziaria vengano ripristinati i fondi proporzionati con le necessità e con le funzioni di tutela del territorio e dell’ambiente affidati al sistema dei parchi nazionali”.
“E' legittimo che un gruppo di aziende interessate al business nucleare e impegnate in grandi investimenti pubblicitari per lanciare il ritorno all'atomo, finanzi e sostenga economicamente anche un’organizzazione che ha lo scopo di promuovere la comunicazione e l’informazione sul nucleare. Ma è come chiedere all’oste se il vino è buono”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, a proposito della presentazione del Forum per il nucleare Italiano lanciato oggi.
“L’Italia e gli italiani, però hanno bisogno di trasparenza e verità”, conclude Realacci. “Non di menzogne come quella che con il ritorno al nucleare le bollette elettriche dei cittadini saranno più leggere”.
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permalink | creato da team_realacci il 27/7/2010 alle 17:34
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“L’annuncio da parte della BP di aprire una esplorazione petrolifera al largo del Golfo della Sirte in Libia è una notizia che desta grande preoccupazione. Il Governo italiano deve intervenire con urgenza e promuovere, a livello internazionale, la richiesta di una moratoria per lo stop a nuove trivellazioni nel Mediterraneo”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD annunciando un’interrogazione parlamentare ai Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente.
“La nuova trivellazione prevista dalla British Petroleum”, aggiunge Realacci ribadendo quanto affermato sul Financial Times, “è particolarmente critica perché si dovrebbe effettuare a grandi profondità e questo è un elemento di ulteriore insicurezza in caso di incidente. Se quello che sta accadendo in Messico accadesse nel Mediterraneo, un mare chiuso e con un ricambio lentissimo, sarebbe una sciagura senza eguali. Il nostro paese, per la posizione geografica e politica che ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in un’azione internazionale di tutela dei nostri mari e fare pressione presso il Governo libico per fermare questa nuova trivellazione”.
L'Ufficio stampa (Francesca Biffi - 333.2164430 biffi_f@camera.it)
“L’allarme per i parchi italiani ripetutamente lanciato in questi giorni dalle associazioni ambientaliste, dalla Federparchi, dai vari soggetti del settore e anche dal Ministro Prestigiacomo è molto grave. I tagli ai parchi previsti dalla manovra sono drammatici e rischiano di colpire ulteriormente un settore già enormemente penalizzato negli ultimi anni.
Questo Governo continua, con una politica miope e senza prospettiva, a tagliare proprio là dove si trovano le chiavi per uscire dalla crisi. Cancellare i parchi italiani vuol dire non solo danneggiare un patrimonio unico del nostro paese, ma anche non dare speranze ad un settore indispensabile dell’Italia su cui puntare per guardare al futuro con fiducia e anche per rilanciare l’economia. Un’economia che valorizza alcune nostre caratteristiche peculiari: le radici e le nostre tradizioni, un intreccio unico al mondo tra città e patrimonio storico-culturale, ambiente naturale e paesaggio, prodotti tipici e buona cucina, coesione sociale, qualità della vita. Fattori che sono anche alla base della nostra idea di paese, della nostra identità nazionale. E che nei Parchi italiani trova spesso la sua massima espressione”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD.
“Il Partito Democratico”, conclude Realacci, “presenterà un emendamento per ripristinare le risorse economiche tagliate ai parchi ed è disposto ad un confronto con tutti i soggetti interessati, a cominciare dal Ministro Prestigiacomo. Certo la speranza è che il Ministro dell’Ambiente alla prossima manovra legga quello sottoscrive”.
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Sul Sole 24 ore un articolo di Jacopo Giliberto
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team_realacci il 18/7/2010 alle 15:16
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SU REPUBBLICA UN ARTICOLO DI ANTONIO CIANCIULLO SULLA RICERCA "GREENITALY" DI SYMBOLA
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team_realacci il 18/7/2010 alle 14:47
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“La catastrofe del Golfo del Messico impone a tutti gli Stati un momento di arresto e un’attenta verifica dello stato di sicurezza delle piattaforme attive e delle nuove trivellazioni esplorative. L’Italia deve fare la sua parte anche perché nel nostro paese ci sono molti fronti aperti che destano preoccupazione. Purtroppo la risposta del Governo all’interrogazione parlamentare che era stata presentata mesi fa è molto debole e non soddisfa le richieste che venivano avanzate”, è quanto afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD al termine dell’audizione in Commissione Ambiente della Camera al Sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia.
“Sarebbe auspicabile che anche il nostro paese, raccogliendo l’invito del Commissario Europeo per l’Energia varasse una moratoria per bloccare almeno per sei mesi nuove trivellazioni petrolifere. Oltre a questo è necessaria agire su tre fronti principali: avviare un’indagine per verificare la sicurezza delle piattaforme attive, dare vita ad un accordo internazionale sul Mediterraneo per le estrazioni petrolifere, prevedere misure capaci di garantire in caso di incidente l’affidabilità tecnica e la stabilità economica delle imprese incaricate delle trivellazioni. E’ quest’ultimo un fronte di estrema delicatezza. Non sono rari i casi, in cui le trivellazioni vengono effettuate, in aree estremamente fragili, da piccole società, di dubbia affidabilità”.
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“La mia solidarietà ai ricercatori dell’Ispra che oggi sono tornati in presidio al Ministero dell’Ambiente per riportare l’attenzione sulla difficile situazione in cui versa l’Istituto di ricerca e per conoscer quali siano le sorti del protocollo siglato con il Ministro Prestigiacomo, raggiunto dopo due mesi di presidio sul tetto dell’istituto. Finora il Ministero dell’Ambiente sembra del tutto latitante e l’accordo che sicuramente si poteva considerare un primo passo positivo per l’inizio di un processo che doveva portare più certezze, risorse e dignità alla ricerca scientifica in Italia è a tutt’oggi lettera morta”, lo afferma Ermete Realacci responsabile green economy del Pd commentando il presidio dei ricercatori dell’Ispra questa mattina al dicastero di Via Cristoforo colombo.
“Quello dei ricercatori dell’Ispra”, conclude Realacci, “non è un caso isolato. L’Italia deve puntare, per guardare al futuro, ad una ricerca in campo ambientale e scientifico all’altezza di un grande paese civile. E questo si ottiene solo investendo risorse, dando certezze ai ricercatori, valorizzando le tante eccellenze che operano nel nostro paese. Non con vane promesse”.